Soffri di mal di schiena e ti hanno consigliato di fare nuoto? Ecco cosa rischi

By | febbraio 5, 2019

“Il nuoto, signora mia, è lo sporto più completo”

Sarà anche il più completo ma questo non vuol dire che sia un toccasana per la tua schiena dolorante.

Anzi, nuotare potrebbe peggiorare notevolmente la quantità di dolore che sei costretto a sopportare se soffri già di mal di schiena

Pensi che stia esagerando?

Ti assicuro che quando avrai finito di leggere questo articolo ti terrai ben alla larga da vasche e piscine.

Per prima cosa desidero fare una premessa: non è mia intenzione screditare il nuoto in generale.

È un bellissimo sport che coinvolge tutti i muscoli e porta numerosi positivi effetti per la salute, la forma fisica e l’umore.

È bello, sì.

Ma solo tenendo presente che nasconde degli aspetti negativi da non sottovalutare e, di conseguenza, consiglio di praticarlo solo ed esclusivamente a persone totalmente sane – quindi, privi di ogni forma di dolore, in primis a schiena, collo e spalle.

In poche parole fai molta, molta attenzione a pensare al nuoto come ad una soluzione miracolosa per tutti quei doloretti che ti porti dietro

A questo punto potresti chiederti

Se nuotare fa così male, perché migliaia di terapisti lo consigliano ancora?

A livello culturale, il nuoto è da sempre stato associato al non plus ultra degli sport da praticare quando si soffre di dolori alla schiena.

Giusto per farti capire che cosa intendo, ti basta pensare che tra le persone che si rivolgono a me per capire come liberarsi dal dolore, mediamente ad una su tre è stato consigliato di entrare in vasca almeno 2 volte a settimana dal proprio terapista.

Il nuoto viene consigliato per via dell’assenza di gravità presente quando pratichi.

Ma l’assenza di gravità è proprio uno dei motivi per i quali questo sport è così pericoloso e per la tua schiena.

L’istituto scientifico italiano sulla colonna vertebrale Isico ha presentato uno studio all’International Society for the Study of the Lumbar Spine che si focalizzava sul rapporto tra nuoto e scoliosi.

La ricerca smentisce categoricamente la tesi che il nuoto sia una cura per i problemi di scoliosi alla schiena, anzi porta alla luce dati che dimostrano come la pratica di questo sport possa anche peggiorare le curve della colonna vertebrale o addirittura indurre il mal di schiena.

Lo studio ha messo a confronto 112 nuotatori agonisti che si allenano 4-5 volte alla settimana con 217 studenti di età simile che non fanno sport o lo praticano a livello amatoriale.

Quello che è emerso dai dati raccolti durante è che il nuoto non solo NON cura la scoliosi, ma in diversi casi può peggiorare la situazione o addirittura provocare un mal di schiena!

In chi nuota anche solo una o due volte a settimana si sono riscontrate diverse asimmetrie a livello del tronco con una generale accentuazione della curva cifotica.

Questi atteggiamenti posturali scorretti hanno portato i soggetti studiati a soffrire di mal di schiena.

Fenomeno che si manifestava più nelle nuotatrici che negli uomini.

Ma ci tengo ad essere sincero al 100% con te.

Ovviamente chi ti ha consigliato di fare nuoto per ridurre il carico sulla schiena non aveva di certo l’obiettivo di causarti un danno.

Ma la ricerca è in continuo sviluppo e chi non si aggiorna potrebbe rimanere legato a concetti e falsi miti di 20 anni fa.

Dire “eh ma io sapevo che era così” oggi non è più una scusa.

Non quando hai per le mani la salute e il benessere di un paziente.

Nel mio studio sono entrate diverse con le lacrime agli occhi per i dolori alla schiena che erano state spinte dai loro terapisti a praticare il nuoto per diverse ore a settimana, solo in una situazione peggiore rispetto a quella di partenza.

Questo, personalmente, non posso accettarlo.

Ecco perché ho scelto di svelarti per la prima volta i “4 Falsi Miti del Nuoto”:

1) Falso Mito della Gravità

Poco fa ti ho detto che l’assenza di gravità data dal galleggiamento è proprio uno dei motivi per i quali questo sport è frequentemente consigliato a chi soffre di problemi alla schiena.

In realtà, è proprio a causa del galleggiamento che l’unico risultato che puoi sperare di ottenere nuotando è quello di peggiorare il tuo mal di schiena.

Vediamo il perché.

I muscoli del corpo si dividono in due macro-categorie:

  • Muscoli cinetici
  • Muscoli tonico-posturali

I primi sono quelli che entrano in azione quando fai un qualsiasi movimento.

I secondi, invece, sono quelli che ci permettono di rimanere in piedi. La loro assenza farebbe afflosciare il tuo corpo per terra come una gelatina.

Il nuoto, per via dell’assenza di gravità data dall’acqua, spinge il corpo ad “abituarsi” a non utilizzare i muscoli tonico-posturali.

È come se li prendessi da parte per dirgli “Cari muscoli che mi permettere di stare in posizione eretta, non mi servite più. D’ora in poi posso fare a meno di voi”.

Questo fenomeno non dovrebbe essere sottovalutato in soggetti completamente sani, figuriamoci se soffri già di dolori muscolari o articolari.

2) Falso Mito del Diaframma

Il diaframma è quel muscolo posto tra la cavità toracica e quella addominale.

La sua funzione è fondamentale per una corretta respirazione.

In fase di contrazione permette l’espansione dei polmoni, quindi, l’introduzione di aria al loro interno.

Quando si rilassa, invece, i polmoni si restringono e l’aria esce.

Nel nuoto – soprattutto nello stile libero (quello che di solito viene più raccomandato dai terapisti) – tendi a non svuotare mai completamente i polmoni.

Di conseguenza, quello che accade, è che il diaframma non raggiunge mai il completo rilassamento.

Non ci sarebbe nulla di male in tutto questo, se non fosse che questo muscolo è direttamente collegato alle vertebre lombari.

Ogni volta che il diaframma si contrae, tende a creare un leggero stato di lordosi.

Una lordosi naturale, che non causerebbe alcun danno di per se – infatti, la respirazione diaframmatica è considerata come il miglior tipo di respirazione.

Il vero problema è che nuotando il diaframma rimane sempre leggermente contratto, creandoti così uno stato di perenne tensione nella schiena e aumentando esponenzialmente le possibilità che, a lungo andare, ti si manifestino gravi problemi di lordosi.

Non è certo cosa che accade dopo una o due volte che vai a nuotare. Ma, alla lunga, le conseguenze possono non essere affatto buone.

3) Falso Mito delle Scapole

Tra le diverse ricerche sui legami tra nuoto e dolore alla schiena ce n’è una, condotta nel 2009 da Cebula (Posture in youths practising oriented training activity), che evidenzia l’insorgenza di gravi problemi alla parte dorsale della schiena.

Questo, accade principalmente se il nuoto è l’unico sport che pratichi.

Il motivo è che nel nuoto (indipendentemente dallo stile praticato) tendi a forzare un allontanamento delle scapole dalla colonna vertebrale.

Questo, se non possiedi una struttura muscolare decisamente sviluppata, causa un indebolimento dei muscoli “extrarotatori delle spalle”.

Di conseguenza, le tue spalle tenderanno a spostarsi in avanti, causando una variazione posturale che in futuro sarà davvero difficile da correggere.

Se non fai altro movimento oltre al nuoto rischi di causare una vera e propria condizione di stress permanente a tutta la parte dorsale della tua schiena.

4) Falso Mito dello Stile Libero

Ho lasciato il meglio alla fine.

E per meglio intendo il dolore peggiore.

Il nuoto tende ad incidere su tutta la schiena, ma l’aspetto più preoccupante è proprio l’influenza che ha questo sport sulla zona cervicale.

Ce lo dimostra chiaramente la ricerca eseguita dall’Università di Nis nel 2012 (Frequency of the spinal column postural disorders among elite serbian swimmers).

Puoi osservare i terribili risultati di questa ricerca nella tabella qua sotto.

Come puoi notare tu stesso, lo stile libero (Freestyle) è in assoluto lo stile che causa più problemi in assoluto.

Niente di grave, se solo non fosse lo stile più raccomandato da praticamente tutti i terapisti.

Il motivo? Fino a qualche anno fa si pensava avesse un impatto minore sulle spalle rispetto agli altri stili e, per questo, fosse assolutamente raccomandabile.

Ma oggi la ricerca conferma che se soffri di dolori cervicali devi proprio stare alla larga dal nuoto e in particolare dal praticare lo stile libero.

Infatti, come viene spiegato nella ricerca dell’Università di Nis, un nuotatore che pratica stile libero esegue in media 5000 bracciate a sessione.

Considerando che nella maggior parte dei casi si respira ogni tre bracciate, vuol dire che in ogni sessione di nuoto si gira la testa circa 1667 volte – per di più, posizionandola in maniera assolutamente anomala.

Questo comporta un rischio elevatissimo di sviluppare gravi problemi alla cervicale.

Rischio che aumenta ulteriormente qualora invece di respirare ogni 3 bracciate, lo si fa ogni 2 – in questo caso, si instaura un vero e proprio squilibrio muscolare nella zona cervicale e dorsale della schiena.

Come spiegavo all’inizio dell’articolo, penso non sia possibile che nel 2019, dopo le centinaia di ricerche eseguite da decine di università che evidenziano come il nuoto sia assolutamente da evitare quando si presentano problemi alla schiena, esistano ancora terapisti e ortopedici che consigliano questo sport ai propri clienti.

Personalmente, quando aiuto i miei pazienti a liberarsi finalmente dal peso di provare costantemente dolore a muscoli, articolazioni e ossa, mi focalizzo sull’individuare in modo preciso la vera causa del problema, così da capire realmente quali esercizi consigliare per correggere la postura ed eliminare definitivamente ogni forma di sofferenza.

Se sai che cosa intendo quando parlo di dolore costante, ma tremi come una foglia all’idea di dover pagare un terapista e poi sentirti consigliare il nuoto, clicca qui e compila il form con i tuoi dati per essere ricontattato immediatamente.

In questo modo avrò l’opportunità di analizzare la situazione, e potrò consigliarti gli esercizi posturali più efficaci per liberarti finalmente da ogni tormento muscolare, articolare e osseo.

Clicca qui e compila il form per essere contattato immediatamente!

Un saluto dott. Raffaele Nannini

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