Ero completamente bloccata dal dolore, ma Postura Pro mi ha permesso di tornare finalmente a vivere

By | novembre 5, 2018

“Mi chiamo Monica Ottone.

Ho 52 anni e lavoro nel negozio di ferramenta di mio marito.

Sono mamma di due ragazzi: una femmina di 23 anni e un maschio di 15.

L’anno scorso, poco dopo le vacanze di Natale, dall’ospedale di Cisanello di Pisa ho ricevuto una di quelle telefonate che non vorresti mai avere.

Qualche settimana prima avevo fatto l’esame dell’ago aspirato alla tiroide e mi avevano richiamato per il referto.

Era un tumore.

Maligno.

Il 17 gennaio ho dovuto sottopormi ad un intervento molto delicato, in cui mi è stata asportata completamente la tiroide.

Avevo paura. Tanta.

Ma l’intervento è andato alla grande.

Un mese dopo però è cominciato il mio calvario

La sera mi ricordo di essere andata a dormire senza problemi.

Ma la mattina seguente mi sveglio e sento che qualcosa non va.

Sono tutta indolenzita.

Ricordo di aver pensato che forse avevo preso freddo.

All’inizio non dò molto peso alla cosa.

Faccio per alzarmi, ma appena appoggio i piedi a terra quasi mi cedono le gambe per la fitta improvvisa di dolore che parte da sotto i talloni.

Era come se qualcuno avesse infilato una lama rovente nella mia carne.

Un male indescrivibile.

Più passavano i giorni e più i dolori aumentavano, passando dai piedi ai polpacci fino alle ginocchia e alle cosce.

Dopo qualche settimana non riuscivo più ad alzare nemmeno il braccio destro.

Avevo un dolore lancinante alla schiena che si irradiava fino al polpaccio sinistro.

Il dottore mi aveva detto che era semplice sciatica e mi aveva prescritto sedici punture di cortisone.

Era come versare un bicchiere d’acqua sul fuoco per spegnere un incendio.

Il dolore non accennava a ridursi. In compenso il cortisone mi aveva fatto venire un viso così gonfio che quasi non riconoscevo più i miei lineamenti.

Il dolore alla schiena e ai piedi mi impediva di fare qualsiasi movimento

Anche stare in piedi per preparare il pranzo ai miei figli era diventato un dolore insopportabile.

Non mi sentivo stabile. Cadevo con facilità e spesso mi sdraiavo sul letto a piangevo dal dolore.

Ho dovuto anche iniziare ad usare le stampelle.

Mio marito e i miei figli erano molto preoccupati per me.

Mi sentivo in colpa perché non riuscivo più a sbrigare le faccende domestiche, a ordinare la casa o a fare la spesa.

Mia figlia mi ha aiutato molto, occupandosi della casa. Era davvero frustrante non poter aiutarla, ma mi sentivo troppo debole.

Quella situazione mi stava uccidendo.

Una parente mi aveva consigliato di andare da un reumatologo in zona.

Ovviamente ci andai subito.

Erano passati circa nove mesi dall’operazione. Avevo fatto tutti gli esami del sangue per escludere eventuali patologie o infezioni.

Per fortuna i risultati erano stati tutti negativi.

All’appuntamento col medico portai l’esito di tutti gli esami e la cartella dell’operazione.

Dopo una breve visita alle gambe, quel reumatologo fece la sua diagnosi.

Avevo la Fibromialgia!

La fibromialgia è una sindrome caratterizzata da dolore cronico diffuso. È difficile da diagnosticare e comporta una convivenza forzata con dolore e stanchezza che induce depressione e poca voglia di fare.

Influisce negativamente anche sulla qualità della vita delle persone che ne risultano affette causando astenia, problemi cognitivi, disturbi del sonno, ansia, depressione, cefalea ed emicrania.

La sua diagnosi mi aveva spaventato.

Significava che la mia malattia sarebbe andata sempre peggio.

Il reumatologo comincia a curarmi per la fibromialgia, prescrivendomi due farmaci: uno era un ansiolitico per rilassare i muscoli e l’altro era a base di cortisone per ridurre l’infiammazione.

Seguo la cura per sette mesi ma la mia situazione non accenna a migliorare.

Anzi, mi sentivo sempre peggio.

I farmaci mi avevano buttato a terra.

Avevo preso 26 kg e l’uso degli ansiolitici mi stava spegnendo

Mi sembrava di non riuscire più a provare emozioni.

Non ridevo mai di gioia e non piangevo nemmeno più per il dolore: stavo diventando un vegetale.

Dopo sette mesi di calvario, il reumatologo, all’ultima visita, ammette che non sa più come aiutarmi.

Ero davvero in crisi.

Continuavo a camminare con le stampelle, ma non riuscivo a spostarmi per più di 100 metri.

In più gli unici effetti che ottenevo dai farmaci erano quelli collaterali, ma temevo che se avessi smesso sarei peggiorata.

Verso maggio 2018 sono andata dalla mia estetista, Cristina Vivarelli, per una la pedicure.

Sai com’è tra donne… Ci si capisce sempre meglio. Così mi sono lasciata andare e mi sono sfogata, raccontandole la mia situazione.

Anche lei aveva avuto dei dolori reumatici.

Si era rivolta ad un posturologo che l’aveva aiutata per il suo problema di alluce valgo.

Pensava di essere costretta a ricorrere ad un intervento chirurgico, ma lui era riuscito a risolverle il problema senza dover ricorrere all’operazione.

All’inizio non volevo saperne di affidarmi ad un altro terapista.

Avevo perso un po’ la fiducia verso il mondo.

Da qualche mese però ogni volta che andavo dall’estetista, mi raccontava di quanto ora si trovasse bene anche dovendo stare in piedi per ore.

Fino ad allora avevo sempre rifiutato di chiedere un consulto, ma quel giorno ero talmente disperata che pensai “tanto cosa ho da perdere?”.

Chiesi a Cristina il numero del suo posturologo e fissai un appuntamento

Prima di entrare nel suo studio mi vergognavo.

Ero così grassa e goffa con quelle stampelle…

Quando camminavo per strada mi sembrava che tutti gli occhi fossero rivolti su di me.

All’appuntamento però ho trovato un ragazzo molto gentile.

Il dottor Nannini mi mette subito a mio agio, cosa che non era per niente facile all’epoca.

Abbia avuto un colloquio molto approfondito dove gli ho raccontato tutta la mia storia.

Poi ha iniziato a visitarmi.

Finito il controllo si riaccende la speranza.

Secondo lui il mio problema non era dovuto alla fibromialgia

Sembrava un sogno. Quella malattia mi aveva terrorizzato dal giorno in cui l’avevo scoperta e ora sembrava essere scomparsa.

Per prima cosa mi disse di cominciare ad usare delle scarpe da running professionali.

Poi aggiunse che avrei avuto bisogno di fare rieducazione motoria se volevo tornare a muovermi e a camminare senza problemi.

Uscita dallo studio mi fiondo subito in un negozio di sport per comprare le scarpe che mi aveva consigliato.

Dopo poche sedute i miei dolori ai talloni e alla sciatica si ridussero a tal punto che ho smesso di usare le stampelle e le riposte in cantina.

Non mi sembrava vero.

Adesso riuscivo a camminare per più di un chilometro senza dovermi fermare.

Ho smesso anche di prendere quei dannatissimi farmaci.

Durante le sedute successive i miglioramenti furono incredibili.

Io stessa ero stupita dalla velocità della mia guarigione

I dolori che mi perseguitavano da oltre un anno come per magia erano spariti come per magia. Sommato al fatto che smisi di prendere gli ansiolitici, il mio umore migliorò di conseguenza.

Una sera di agosto sono andata con mio marito ed altri amici ad una festa di paese dove c’era un dj che suonava dei pezzi che andavano molti di moda quando avevamo vent’anni.

Ho ballato per 2 ore con le mie amiche (sempre con le mie inseparabili scarpe da running addosso) non mi sono fermata un attimo.

Il giorno dopo quando mi sono svegliata ho avuto due sorprese inaspettate.

La prima era che, nonostante la sera prima mi fossi scatenata come una pazza, non avevo nessun tipo di dolore.

La seconda che mio marito mi disse che finalmente aveva rivisto la Monica che conosceva. Allegra e spensierata e con tanta voglia di vivere.

Aveva ragione. In quel momento mi sono resa conto che era da più di un anno che non mi sentivo così viva.

Oggi sono ritornata alla mia vita riesco a sbrigare tutte le faccende di casa senza sentirmi debole o stanca

Il mio percorso con Raffaele non è ancora finito.

Sono passati sei mesi da quando ho iniziato la terapia e i risultati che ho ottenuto sono andati oltre le mie aspettative.

A tutte le persone che leggeranno questa mia testimonianza e che soffrono le pene dell’inferno a causa di dolori muscolari, ossei o articolari consiglio vivamente di rivolgersi subito a Raffaele, un professionista competente e disponibile.

Per me è un angelo.”

Se dopo aver letto la testimonianza di Monica hai ricominciato a intravedere una piccola speranza di metter fine a tutti i dolori che stanno condizionando e limitando la tua vita, non aspettare un secondo di più!

Contattami subito cliccando QUI e compila il modulo con i tuoi dati.

Ti ricontatterò nel più breve tempo possibile e insieme scopriremo come sconfiggeremo quei dolori posturali che ti opprimono.

Dott. Raffaele Nannini

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